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dieta infertilità

La specie umana non è particolarmente fertile, si calcola infatti che la possibilità della donna di essere fecondata nel suo periodo fertile non superi il 25% e questa probabilità decresce con l’aumentare dell’età.
L’infertilità è definita come la mancata capacità di una coppia di procreare dopo un anno di tentativi. Si tratta di un problema che colpisce in egual misura uomini e donne e che coinvolge approssimativamente il 15% delle coppie. Se le cause patologiche che determinano sterilità assoluta riguardano solo meno del 10% delle coppie non fertili, sono sempre di più i casi di coppie che non possono procreare a causa di fattori ambientali come lo stile di vita, l’attività fisica, il peso corporeo, la dieta, l’età, il consumo di alcol, il fumo e lo stress. 

Sovrappeso e obesità

La prevalenza e incidenza di sovrappeso e obesità sono in costante e drammatico aumento nei paesi occidentali e nei paesi in via di sviluppo. L’eccesso di grasso corporeo ha delle conseguenze sull’asse ipotalamo ipofisario con conseguenti alterazioni della produzione di estrogeni ed androgeni. Nella donna in età fertile queste modifiche ormonali causano irregolarità del ciclo mestruale, riduzione del numero dei cicli ovulatori, amenorrea e rischio di aborti spontanei oltre che una serie di complicanze legate alla gravidanza se questa si dovesse verificare (diabete gestazionale, gestosi etc.). Nell‘uomo lo squilibrio ormonale comporta una riduzione dei livelli ematici di testosterone e quindi ad un aumento del rischio di infertilità, tale fenomeno è da imputare in parte allo stesso tessuto adiposo il quale è in grado di trasformare il testosterone in estrogeni, ormoni tipicamente femminili il cui aumento nel sangue è in grado di rallentare la spermatogenesi. Nell’uomo, inoltre, l’aumento di spessore del tessuto adiposo nel pube e nelle cosce sottopone i testicoli ad un aumento della temperatura, che diventa superiore a quella fisiologica, con conseguente riduzione della quantità e della qualità degli spermatozoi prodotti.

Sottopeso

Si parla di sottopeso se l’indice di massa corporea (BMI), ossia l’indice che mette in rapporto peso e altezza della persona, è inferiore a 18,5 Kg/m². Se da un lato il sovrappeso diminuisce le possibilità di avere un figlio, anche un’eccessiva magrezza o una dieta restrittiva protratta nel tempo possono compromettere la fertilità e il buon esito di una gravidanza. E’ stato dimostrato come una riduzione del grasso corporeo a meno del 22% nella donna non consenta un’adeguata produzione di estrogeni con conseguente irregolarità del ciclo mestruale, cicli anovulatori e difetto di fase luteale (LPD).

Attività fisica

L’attività fisica influisce positivamente la fertilità maschile e femminile.  La pratica di un’attività fisica intensa per almeno 3 ore a settimana ha dimostrato di migliorare le qualità del seme maschile. Fra gli sport il ciclismo è quello meno raccomandato nell’uomo, sembra infatti che chi pratica più di 5 ore settimanali di allenamento in bici abbia meno possibilità di essere fertile. Per quanto riguarda la fertilità femminile l’attività fisica ha particolare efficacia nelle donne in sovrappeso e riduce il rischio di aumentare troppo di peso durante la gravidanza. L’eccessiva pratica di attività sportiva, invece, riduce la fertilità sia nell’uomo che nella donna: nelle atlete professioniste non è infatti raro rilevare disturbi del ciclo mestruale correlati all’intensità e alla frequenza degli allenamenti che spesso richiedono al fisico un consumo di energie molto elevato.

Alcol e fumo

Alcol e fumo riducono la fertilità sia femminile che maschile. Il fumo aumenta lo stress ossidativo, riducendo così la vitalità degli spermatozoi, e comporta il rilascio di numerose sostanze tossiche che causano un alterazione dell’ambiente uterino riducendo le possibilità della donna di rimanere incinta. Per quanto riguarda l’alcol è noto il suo effetto negativo sulla feritilità sia se si considera come fattore ambientale singolo e maggior ragione se associato al fumo di sigaretta. L’alcol interferisce con le ghiandole corporee responsabili della produzione di ormoni sessuali. Uno studio del 2003 ha dimostrato come nell’uomo il consumo di alcool si associ ad una riduzione della produzione di testosterone e liquido seminale nonché ad un aumento della produzione di estrogeni.  Uno studio svedese condotto su più di 7000 donne in età fertile ha dimostrato questa tesi e ha evidenziato come il rischio di sviluppare infertilità aumenti con l’aumentare della quantità di alcol introdotta.

Dieta per infertilità

Alla luce di quanto detto sopra si possono suggerire alcune raccomandazioni dietetiche per chi soffre di infertilità senza una causa patologica nota:

    • Seguire le raccomandazioni generali per una sana alimentazione
    • Nelle donne deve essere garantito un corretto apporto di ferro alimentare prediligendo quello “eme” maggiormente presente nei prodotti di origine animale. Al fine di aumentare l’assorbimento di tale minerale è consigliato condire le pietanze con limone ed evitare l’abbinamento con prodotti in grado di limitarne l’assorbimento come alcol, caffè e latticini.
    • Assumere 2 porzioni di frutta e 2 porzioni di verdura al giorno così da garantire un corretto apporto di vitamine, sali minerali e antiossidanti
    • Prediligere cereali integrali e alimenti ricchi in zinco: legumi, mandorle, anacardi, semi di zucca, miglio, pinoli, quinoa, etc.
    • Le donne dovrebbero consultare il proprio medico curante per l’assunzione di un integratore a base di acido folico, vitamina di elevata importanza anche per consentire una gravidanza priva di rischi per il feto
    • Idratarsi correttamente: almeno 2 litri di acqua al giorno
    • Evitare condimenti molto grassi: burro, lardo, margarina, panna, maionese etc.
    • Limitare il consumo di carne (massimo 3 volte a settimana) evitando insaccati e frattaglie
    • Incrementare il consumo di legumi (2-3 volte a settimana)
    • Fra il pesce prediligere quello più ricco di omega3: alici, sardina, aringa, orata etc.
    • Fra il pesce evitare invece quello di grossa taglia e predatore poiché a maggior rischio di contaminazione da metilmercurio, come: tonno, salmone, pesce spada,  squalo, verdesca, palombo etc.
    • Evitare alcolici fumo di sigaretta
    • Moderare il consumo di tè e caffè: massimo 2-3 al giorno
    • Praticare almeno 150 minuti di attività fisica a settimana


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