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Sugar tax

La sugar tax è una delle nuove tasse dal sapore green previste dalla nuova manovra di bilancio dell’attuale governo per l’anno 2020. La sugar tax e la plastic tax, contenute nel DDL bilancio, sono volte a orientare i comportamenti dei cittadini verso scelte alimentari più salutari, aumentando contemporaneamente il gettito erariale. In attesa che il decreto legislativo sia definitivo, vediamo quali sarebbero i prodotti alimentari colpiti dalla tassa, gli eventuali vantaggi e svantaggi per i consumatori.

Sugar tax, quali bevande saranno tassate

Diversamente da quanto previsto inizialmente, la sugar tax non sarà applicata a tutti i prodotti alimentari ad alto contenuto di zucchero (come ad es. dolci e merendine) ma solo alle bevande zuccherate, agli energy drink, alle bevande gassate dolcificate e aromatizzate, mentre invece saranno escluse le bevande alcoliche con titolo alcolometrico superiore all’1,2%. La sugar tax non è una novità italiana, è infatti stata applicata già in numerosi paesi del Mondo, con effetti anche positivi sulla salute della popolazione: in Inghilterra, ad esempio, l’introduzione della tassa ha comportato un abbassamento del livello di zucchero nelle bevande da parte dei produttori per evitare la tassazione.

Consumo di zucchero e malattie metaboliche

Nella seconda metà del 20° secolo, con l’avvento del benessere, è aumentata l’incidenza di malattie metaboliche, prima fra tutte il Diabete mellito di tipo 2. A differenza dei cibi solidi contenenti carboidrati, le bevande contenenti zuccheri hanno un indice glicemico molto più alto, ciò significa che gli zuccheri assunti per via liquida sono assorbiti dal corpo più velocemente determinando un aumento della glicemia e un sovraccarico per fegato e pancreas. A lungo andare questa condizione provoca un aumento dell’obesità, delle dislipidemie, del diabete e del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Negli Stati Uniti, una ricerca condotta nel 2018 ha dimostrato che l’aggiunta di una bibita zuccherata al giorno alla normale dieta può comportare un aumento di peso di quasi 7 chili nel corso di un anno. (1)

Sugar tax: è sufficiente?

Se da un lato introdurre una tassa sulle bevande zuccherate comporta un disincentivo al loro consumo e quindi una riduzione del rischio di sviluppare malattie metaboliche, dall’altro è necessario un più ampio piano di tutela e di prevenzione della salute in ambito nutrizionale a partire dall’educazione nutrizionale nelle scuole e nella collettività. Senza un progetto di educazione nutrizionale più ampio, questa nuova imposta sembrerebbe più finalizzata ad un aumentare i ricavi erariali piuttosto che ad un reale intento di ridurre l’incidenza di obesità e patologie metaboliche. Per quanto riguarda invece le critiche mosse alla legge in termini di riduzione dell’economia e dei posti di lavoro come conseguenza dei minori consumi, ricordo che anche l’obesità ha un costo per la collettività e ben più ampio, i dati rilevati nei paesi occidentali indicano che la cattiva alimentazione uccide più del tabacco e che circa il 20% delle morti nel mondo siano correlate all’alimentazione. (2)

Riferimenti bibliografici

1.    Malik VS, Schulze MB, Hu FB. Intake of sugar-sweetened beverages and weight gain: a systematic review. Am J Clin Nutr. 2006 Aug;84(2):274-88.

2.    GBD 2017 Diet Collaborators. Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990-2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017. Lancet. 2019 May 11;393(10184):1958-1972


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