Grassofobia – cos’è e perché riguarda tutti

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Cos'è la grassofobia

La grassofobia (o fat shaming) è quell’insieme di comportamenti, pregiudizi e parole discriminatori nei confronti delle persone sovrappeso e obese. La cultura della dieta ha dominato la nostra società negli ultimi decenni e ha imposto come unico modello socialmente accettabile quello della magrezza, in particolare quella femminile. Di conseguenza a ciò le persone hanno sviluppato un’intensa paura di ingrassare sin dalla giovane età con una maggiore predisposizione all’insorgenza di disturbi alimentari.

Perché la grassofobia è sbagliata?

Ti è mai capitato di giudicare una persona in base al suo aspetto fisico? O di pensare “come ha fatto a ridursi così?” senza conoscere quella persona, senza sapere qual è il suo vissuto o la sua condizione di salute. Troppo spesso si pensa che l’obesità sia una colpa, un problema che deve essere risolto il prima possibile. In realtà l’obesità è una condizione genetica, nessuna persona diventa obesa se non è predisposta ad esserlo. Alla condizione genetica si aggiungono poi dei fattori ambientali, come le nostre abitudini alimentari, l’esercizio fisico, lo stile di vita, etc. I fattori ambientali sono gli unici su cui possiamo agire, mentre la predisposizione genetica resta per tutta la vita. In poche parole quelle persone combatteranno tutta la vita con il peso. Al di là poi degli aspetti biologici, numerosi sono anche gli aspetti psicologici e gli eventi della vita che possono portare una persona ad avere un rapporto complicato con il cibo. 

Quali sono i comportamenti grassofobici più comuni?

La grassofobia è talmente radicata nella nostra società che numerosi comportamenti o pensieri considerati comunemente normali in realtà sono discriminatori. Dire ad esempio “sei dimagritə?? Stai benissimo!” senza sapere se quella persona stia effettivamente seguendo una dieta oppure no è inopportuno. Stiamo di fatto giudicando positivamente quella persona in base al suo aspetto fisico senza conoscere null’altro. 

Un altro esempio è giudicare quello che una persona sta mangiando, frasi come “ma riesci a mangiare tutto da solə?” oppure “vedo che hai fame oggi!” etc. andrebbero evitate. Non sappiamo com’è strutturata la dieta di quella persona e frasi del genere possono farlə sentire in colpa e alimentare pensieri come “forse sto mangiando troppo”, “forse dovrei mettermi a dieta”, etc. Non conosciamo il rapporto che quella persona ha col cibo e dovremmo astenerci dal giudicare la dieta o l’aspetto delle persone se non siamo professionisti del settore.

Grassofobia e rapporto con noi stessi

Ti è mai capitato di sentirti in colpa dopo aver mangiato un cibo non salutare? O di aver ordinato al ristorante un piatto diverso da quello che avresti voluto solo per paura del giudizio degli altri? La grassofobia influenza anche il rapporto che abbiamo noi stessi con il cibo. E questo è ancora più vero se abbiamo seguito delle diete restrittive. E’ difficile scardinare certi pensieri e alcuni alimenti che abbiamo ritenuto responsabili del nostro aumento di peso possono diventare nemici. Un’eccessiva attenzione al cibo salutistico ha fatto sì che molte persone sviluppassero una vera e propria fobia nei confronti dei cibi ipercalorici o di bassa qualità. In realtà non esiste alcun motivo per cui si debba mangiare solo cibo “sano”, il cibo ha un aspetto edonistico ed è giusto ricercare quella gratificazione che inevitabilmente si ha anche con cibi poco salutari. L’importante è la frequenza di consumo: non è sbagliato mangiare la nutella ma è sconsigliato mangiarla tutti i giorni.

Come smettere di essere grassofobici per una società più inclusiva

Pensaci: a cosa servono tutti i comportamenti elencati qui sopra? Se solo bastasse sentirsi in colpa per dimagrire non ci sarebbe più il problema dell’obesità. Le persone sovrappeso e obese sanno già di esserlo e probabilmente questa condizione influenza già moltissimo la loro vita, non c’è di certo bisogno di ricordarglielo attraverso un commento superficiale sul loro aspetto, su quello che mangiano o su quello che indossano. Per smettere di essere grassofobici si dovrebbe cercare di essere più sensibili al tema del sovrappeso, informarsi e non avere la presunzione di giudicare una persona senza sapere nulla della sua vita. Smettiamola quindi di commentare, senza che ci venga chiesto, l’aspetto fisico degli altri o quello che indossano o quello che mangiano. 

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