Alimentazione e autismo

nutrizionista autismo verona

Alimentazione e autismo

L’alimentazione può rappresentare un’area particolarmente complessa per le persone con autismo. La selettività alimentare, la preferenza per un numero limitato di alimenti, la difficoltà ad accettare cibi nuovi e alcune sensibilità legate a consistenza, odore, sapore o temperatura possono rendere la gestione dei pasti impegnativa per la persona e per la famiglia.

Autismo e selettività alimentare

La selettività alimentare è descritta con maggiore frequenza nelle persone autistiche rispetto alla popolazione generale. Le manifestazioni possono essere molto diverse da una persona all’altra e possono riguardare sia la varietà degli alimenti sia le modalità con cui vengono consumati.

Una persona può, per esempio, accettare la pasta con il ragù ma preferire la carne soltanto all’interno di questa preparazione. Un’altra può accettare le verdure soltanto frullate oppure preferire determinati alimenti in una specifica consistenza o temperatura.

Anche la necessità di mantenere alcune routine durante i pasti può avere un ruolo.

Le caratteristiche sensoriali rappresentano uno degli aspetti da esplorare: alcune persone autistiche possono avere una sensibilità particolare rispetto a odori, sapori, consistenze, temperature o altri stimoli legati al cibo. Queste caratteristiche variano ampiamente da persona a persona e meritano una valutazione individuale.

 

Perché alcuni alimenti vengono rifiutati?

Il rifiuto di un alimento può avere diverse motivazioni e richiede un’osservazione attenta.

Durante una valutazione nutrizionale può essere utile approfondire:

  • consistenza e struttura dell’alimento;
  • odore;
  • sapore;
  • temperatura;
  • colore e aspetto;
  • modalità di cottura;
  • presenza di alimenti mescolati tra loro;
  • modalità di presentazione;
  • esperienza precedente con quell’alimento;
  • cambiamenti rispetto alle abitudini abituali.

Una domanda utile può essere quindi:

“Cosa rende questo alimento difficile da mangiare?”

La risposta può fornire indicazioni importanti per individuare strategie alimentari più adatte.

In alcuni casi la difficoltà riguarda il sapore, in altri la consistenza o l’odore. Per altre persone il problema può essere legato al cambiamento della preparazione abituale o alla presenza contemporanea di alimenti differenti nel piatto.

L’obiettivo della valutazione consiste nel comprendere il significato che quella difficoltà ha per la singola persona.

La selettività alimentare può influenzare l'apporto nutrizionale?

Quando il repertorio alimentare è particolarmente ristretto, la varietà della dieta può diminuire e questo può causare carenze nutrizionali.

Una valutazione nutrizionale può comprendere:

  • valutazione antropometrica;
  • analisi delle abitudini alimentari;
  • valutazione dell’apporto di macro e micronutrienti;
  • raccolta degli esami ematici disponibili e delle eventuali terapie farmacologiche assunte;
  • monitoraggio dell’evoluzione nel tempo.

Le linee guida NICE invitano a considerare le preferenze alimentari, le sensibilità sensoriali e le eventuali difficoltà nutrizionali nella valutazione delle persone autistiche.

Alimentazione e autismo: come lavorare sulla selettività

Quando la persona desidera ampliare il proprio repertorio alimentare, il percorso può partire dagli alimenti già accettati.

Questo permette di introdurre gradualmente alcune variazioni mantenendo elementi familiari.

Per esempio, una persona che mangia volentieri la pasta al ragù potrebbe provare una piccola quantità di zucchina cotta e frullata all’interno del sugo.

Se la preparazione viene accettata, in un momento successivo si può modificare gradualmente la quantità oppure sperimentare una preparazione diversa.

Questo approccio viene talvolta definito food chaining e consiste nel costruire collegamenti tra alimenti già accettati e nuove possibilità alimentari, utilizzando caratteristiche condivise come gusto, consistenza, forma o modalità di preparazione.

Un esempio pratico di calendario di introduzioni

Settimana

Giorno

Preparazione da provare

Alimento introdotto

Voto da 1 a 5

Lo riassaggeresti?

1

Lunedì

Pasta al ragù con una piccola quantità di crema di zucca (1-2 cucchiai di zucca cotta frullata mescolata al ragù)

Zucca

  

1

Giovedì

Pasta condita con sugo frullato di olio, tonno e zucchine (ad es. 50 g di tonno e 1-2 cucchiai di zucchine cotte)

Zucchina

  

2

Lunedì

Pasta al pesto con crema di carote (1-2 cucchiai di carote cotte frullate amalgamate al pesto)

Carota

  

2

Giovedì

1 uovo al tegamino con 2 fette di prosciutto e una spolverata di grana

Uova

  

3

Lunedì

Pasta con ragù e spinaci frullati (1-2 cucchiai di spinaci cotti frullati incorporati al condimento)

Spinaci

  

3

Giovedì

Pasta con crema di broccoli e parmigiano (piccola quantità di broccoli ben cotti e frullati, amalgamata al condimento)

Broccoli

  

4

Lunedì

Vellutata di patate e broccoli

Patate e broccoli

  

4

Giovedì

Pasta con crema di piselli e prosciutto (piselli ben cotti frullati fino a ottenere una consistenza liscia)

Piselli

  

Il ruolo del nutrizionista nell'autismo

Il nutrizionista può avere un ruolo importante nella gestione delle difficoltà alimentari associate allo spettro autistico.

Il percorso può comprendere:

  • valutazione della selettività alimentare;
  • analisi delle abitudini e delle routine dei pasti;
  • valutazione dell’adeguatezza nutrizionale della dieta;
  • individuazione degli alimenti già accettati;
  • costruzione di strategie per ampliare gradualmente il repertorio alimentare;
  • educazione alimentare;
  • gestione del consumo di dolci e bevande zuccherate;
  • monitoraggio del peso e dello stato nutrizionale;
  • eventuale collaborazione con medico, psicologo, terapista occupazionale o altri professionisti coinvolti nel percorso.

Nell’adulto è particolarmente importante che il percorso venga costruito insieme alla persona, considerando le sue preferenze, i suoi obiettivi e il livello di autonomia nella gestione dell’alimentazione.

Alimentazione e autismo a Verona e Modena

Nel mio lavoro di nutrizionista e dietista mi occupo anche di alimentazione e autismo, con particolare attenzione alla selettività alimentare e alle difficoltà nella gestione quotidiana dei pasti.

Il percorso parte dalla valutazione delle abitudini alimentari e delle caratteristiche individuali della persona, per individuare strategie pratiche che possano essere applicate nella vita quotidiana.

L’obiettivo è lavorare sull’alimentazione partendo da ciò che la persona già conosce e accetta, introducendo gradualmente nuove possibilità e mantenendo sempre al centro le sue esigenze.

Per informazioni o per fissare una prima visita puoi contattarmi per un percorso nutrizionale a Verona, Modena oppure online.

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